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Disporre la farina a fontana sulla spianatoia e impastarla con l'acqua tiepida e un pizzico di sale.
Lavorare fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Con un pugno della mano un po' chiuso, premere al centro della palla di pasta in modo da ottenere quasi un grosso ciambellone, bucato al centro.
Lavorare la pasta con entrambe le mani leggermente unte di olio d'oliva, fino a ridurla a un unico, ininterrotto, lunghissimo maccherone che formi quasi una matassa dai cento fili. E' per questo motivo che essi vengono variamente chiamati, a seconda delle zone. Per esempio a Selvi vengono chiamate " maccaruni a matassa" oppure "jaculi".
Preparati i maccheroni, essi vanno cotti in acqua bollente e salata poi conditi con un sugo preparato con olio di oliva, aglio, pomodoro, basilico sale e peperoncino accompagnati da abbondante pecorino grattugiato. I jacculi possono essere conditi anche a crudo, cioè con olio d'oliva ed un trito di aglio, peperoncino e maggiorana cosparsi con abbondante pecorino grattugiato. Si mangiano sempre caldi.

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